2013-2015 un triennio di campagne di sms solidali per il progetto dedicato alla ricerca sull’autismo.

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Per tre anni consecutivi, oltre ad aver dedicato diversi eventi in diverse città italiane, la nostra Onlus ha promosso la campagna di raccolta fondi tramite sms solidale dal titolo “Non lasciamoli soli!”, a sostegno del progetto di ricerca sull’Autismo condotto dal Prof. Antonio Persico e dal suo team, sia nella sede universitaria romana che in quella milanese del  Centro Mafalda Luce.

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L’obiettivo della raccolta fondi è stato quello di migliora re la performance della diagnosi precoce e personalizzare il percorso di cura nella maggioranza dei casi studiati. I fondi raccolti contribuiranno al finanziamento del team di ricerca e degli strumenti e materiali di laboratorio per garantire il programma e verificare sia l’andamento del quadro clinico sia l’efficacia dell’intervento terapeutico sui pazienti.

10157407_583714261724542_9111854166921407062_nL’anno scorso è stato possibile acquistare, con la cifra raccolta, un Eye Tracker, apparecchio che studia la traiettoria dello sguardo dei pazienti autistici. Il Campus, insieme al King’s College di Londra, sta elaborando e studiando efficacemente tutti i dati raccolti, per arrivare a determinare con precisione le cause della patologia.

I fondi necessari a finanziare questo tipo di ricerche sono elevati, ma segni positivi ci sono. L’Unione Europea, in particolare, ha incaricato il consorzio EU-AIMS (www.eu-aims.eu) di tradurre entro il 2016 le conoscenze scientifiche disponibili in nuovi protocolli diagnostici di laboratorio e in nuove terapie molecolari. L’Unità di ricerca diretta dal Professor Antonio Persico è l’unica équipe di un paese sudeuropeo tra i membri del consorzio.

“La ricerca verso una cura – spiega il Professor Antonio Persico, responsabile del gruppo di ricerca di Neuropsichiatra Infantile dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – si sta indirizzando verso terapie molecolari personalizzate, già in fase avanzata di studio per alcuni sottogruppi di pazienti”. L’Italia è in prima linea. Maggiore capacità diagnostica e innalzamento dell’età dei genitori al momento del concepimento tra i principali fattori all’origine del boom dei casi diagnosticati: uno su cento nascite.

Una malattia che si manifesta intorno ai tre anni di vita con la difficoltà sempre più evidente a intrecciare relazioni con gli altri, fino al completo isolamento e alla difficoltà di vivere una vita sociale e lavorativa. Un tempo era considerata malattia rara. Oggi la sua incidenza nella popolazione la pone come una delle malattie più comuni nell’infanzia e la sproporzione con gli scarsi strumenti a disposizione di pazienti e famiglie per affrontarla esige risposte dalla ricerca.