“Io ci sono, noi ci siamo”

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“Ci sono, ci sono stata e ci sarò. Perché? Questa è la domanda più frequente che mi rivolgono. Perché non hai una tua vita, sei sola, ti annoi, non hai altro da fare, ecc ?
Ho una vita, un lavoro, una famiglia, una mamma allettata ma…quello che mi fa star bene è vedere le persone che si rilassano parlando, che sorridono per due semplicissime battute e tutto mentre aspettano il loro turno di entrare in camera operatoria, mentre la loro ansia è altissima, mentre i loro pensieri sono impazziti e non hanno nessuno vicino.
Si perché in questo ultimo anno, per colpa del covid, l’ansia che ti assale mentre si è in attesa è superiore per il senso di solitudine che fa da accompagnatore a tutti.
Nel periodo “nero”, quando non era possibile essere presenti, sia io che Rosaria, siamo state presenti online h24. I pazienti che ne avevano bisogno o desiderio ci hanno sempre trovate pronte quando ci hanno cercate. Non potevamo essere lì fisicamente, non potevamo tenergli la mano ma li abbiamo tranquillizzati come meglio si poteva. Il nostro “lavoro” è stato ampliato per tranquillizzare anche i parenti, confortarli durante la lunga attesa di notizie riguardanti il proprio caro. Abbiamo cercato di fare da tramite e speriamo di esserci riuscite.
Il volontariato non si pratica solo se sei solo senza una famiglia o perché non hai altro da fare.
Il volontariato è qualcosa che si ha dentro, è un desiderio di fare qualcosa per qualcuno, è donare una parola per non far sentire soli gli altri, non è qualcosa che si impara a scuola, è qualcosa che ti viene da dentro. Io ci sono, noi ci siamo.”
Marina